Un menu che deve cambiare

schema meù elfi

Nel corso della mia esperienza lavorativa, ho visto molti menù scolastici, alcuni decenti, altri sono veramente da rifare. La cosa che più salta all’occhio però è la mancanza di fantasia e di voglia di cambiare. Studiare un nuovo menù vuol dire provare dei piatti nuovi, sperimentarli, verificarne la gradibilità. E poi ci sono i costi, il bilancio, e così, quello che una volta era il cuore della famiglia (pranzare insieme, educazione, tramandare conoscenza e tradizione) oggi è diventata una fredda macchina tecnologica, utile  per guadagnare. Purtroppo per rimanere dentro certi costi, si ricorre all’acquisto di materie prime di scarsa qualità, come spesso abbiamo visto al telegiornale o sui giornali, e tutto questo a discapito dei bambini.  Ho avuto la fortuna di collaborare con Milano Ristorazione, ente che fornisce qualcosa come 80.000 pasti al giorno, e conosco sufficientemente bene le problematiche delle mense scolastiche, e avevamo iniziato un percorso di cambiamento importante  con buoni risultati. Poi si è interrotto, ma questa esperienza ha contribuito ad aumentare la mia conoscenza nella fattibilità dei menù, a seconda delle problematiche tecniche, di ricetta, o altro.  Certo ho ancora molto da imparare, ma questo piccolo scalino mi ha permesso di portare avanti una serie di progetti legati alle scuole.

La storia dell’Asilo degli Elfi, ormai la conoscono in tanti, e parlando con la Direttrice dell’asilo, le ho chiesto se era d’accordo nel  pubblicare una settimana tipo del menù che ho creato per loro, naturalmente con le ricette, e con grande cuore mi ha risposto di si.  Sono ricette semplici che si possono preparare anche in famiglia. Le pubblico anche io con tutto il cuore.

— Elena Alquati

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